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Siccità: come si stanno spendendo i 2 milioni e 120.000 euro derivanti dalla dichiarazione di stato di emergenza

Piacenza, 22 agosto 2017

Prosegue la grave siccità ormai pesantemente ben nota. La scarsità di precipitazioni pluviometriche e nevose, rilevata già dall’autunno 2016, ha determinato lo stato attuale che stiamo drammaticamente vivendo, caratterizzato da una carenza sostanziale della risorsa idrica (nel settore idropotabile e in quello irriguo).

Tali condizioni meteo-idrologiche hanno già determinato gravi situazioni di criticità nel nostro territorio (è in continuo aggiornamento infatti la conta dei danni nell’agroalimentare).

Il Consorzio di Bonifica di Piacenza risponde con i fatti a questa impegnativa emergenza. Il nostro operato infatti è costantemente mirato al conseguimento di risultati che possano portare effettivo beneficio alle persone, al territorio e alle colture. Accanto ai progetti e agli studi per la realizzazione di eventuale nuovi invasi o per l’intervento strutturale per la riduzione di perdite della rete irrigua, ci si sta muovendo anche per far fronte all’emergenza immediata, con importanti interventi.

Nelle settimane scorse, non appena è risultata evidente la necessità di affrontare tale situazione con misure non ordinarie, è stato chiesto, ed ottenuto lo stato di emergenza.

La Protezione Civile ha dunque attivato un Piano per interventi urgenti (il “Piano dei primi interventi urgenti di Protezione Civile finalizzati a contrastare la crisi di approvvigionamento idropotabile nel territorio di Parma e Piacenza”). All’interno di tale Piano al Consorzio di Bonifica di Piacenza sono stati assegnati 2 milioni e 120.00 euro (del totale di 8 milioni e 650.000 euro) per interventi urgenti. I cantieri, vista proprio la caratteristica legata alla necessità di agire nell’immediato, andranno necessariamente chiusi entro il 2 novembre 2017 e quindi entro quella data i lavori dovranno esser terminati.

Il Consorzio di Bonifica di Piacenza, con variazioni di bilancio per poter anticipare parte della somma, ha attivato già dai primi di giugno una parte delle opere, prima dunque che il Governo deliberasse in proposito il 22 giugno.

Dodici sono i macroprogetti, molti dei quali prevedono più interventi.

I comuni interessati per interventi puntuali sono quelli di: Bobbio, Borgonovo, Castel San Giovanni, Castell’Arquato, Cortemaggiore, Fiorenzuola, Alseno, Cadeo, Gossolengo, Vernasca. Interventi diffusi sono previsti in gran parte dei comuni di montagna.

Ci si sta avvalendo sia di risorse interne che esterne.

Fra le opere in corso:

- potenziamento di pozzi acquedottistici e creazione di nuovi 5 nuovi pozzi, tre in Val d’Arda (Martella, Dugara e Chiavenna) e due in Val Trebbia (Molinazzo e Colonna) e interconnessioni alternative per l’alimentazione della rete irrigua

- interventi per aumentare la disponibilità della diga del Molato e di quella di Mignano

- rifornimenti con autobotti

- interventi di realizzazione di nuove captazioni e interventi di efficientamento del sistema di distribuzione della rete idrica degli acquedotti rurali nel comprensorio montano attraverso la riduzione delle perdite

- recupero della perdite di fondo della diga di Mignano.

Si lavora alacremente dunque sia per l’immediato che per fronteggiare situazioni a medio e lungo termine.